Carmen, charme, carisma.
L'etimologia che spiega perché alcuni luoghi ti trasformano e altri ti lasciano indifferente. L'ho chiamata "formula dell'incanto".
Quando senti la frase "restare incantati" stai ascoltando un modo di dire che esprime lo stato di stupore, di meraviglia, che proviamo nei momenti "magici" della vita, cioè i momenti memorabili, unici, potenti, quelli che in qualche modo ci "trasformano", come in un incantesimo.
Da cantare a incantare. L’etimologia che cambia tutto
Ma anche la parola "incantare" ha un'origine stupefacente: deriva da cantare. Infatti fin dall'antichità le cerimonie magiche e i rituali di guarigione hanno sempre avuto una parte cantata; le formule magiche non erano semplicemente pronunciate, ma venivano cantate, erano melodie.
La musica ha il potere di rendere più facile l'evocazione di quello stato sognante, di rapimento, di estasi che ti porta altrove, e ti fa sentire come non ti sei mai sentito. Non per niente dalla parola latina "carmen" che significa "formula magica", "poesia" (anticamente le poesie erano cantate) deriva il francese charme: quando dici che un luogo è charmant, stai dicendo che ti incanta.
E, restando nell'ambito dei suoni, il termine charme ricorda per assonanza la parola "carisma": due concetti assai vicini perché, se è vero che ci può essere qualcuno dotato di carisma ma con poco o nullo charme, è altrettanto vero che una persona ricca di charme finisce sempre con l'essere carismatica, cioè dotata di un fascino quasi magnetico.
Come si fabbricano gli incantesimi
Ma come realizzare incantesimi per i nostri ospiti? Come provocare nella loro mente quel rapimento che li farà esclamare "non ho mai provato niente di simile"? Ecco un'altra risposta sorprendente: con l'arte; per la precisione, con le Belle Arti: la pittura, l'architettura, la scultura e naturalmente la musica.
L'arte è nata con lo scopo di provocare emozioni, sensazioni, stati d'animo, associazioni di idee, e anche di spingere le persone all'azione: una cattedrale induce a pregare, i canti di lavoro alleggeriscono la fatica proprio come la musica nell'allenamento sportivo, un ritratto fa rivivere il ricordo dell'incontro con la persona amata e alimenta il desiderio di rivederla, una scultura ispira a imitare gli eroi rappresentati nel marmo...
Sto dicendo che per provocare stupore e meraviglia, e quindi realizzare qualcosa di veramente magico, ti puoi servire dell'arte, o meglio delle tecniche usate dagli artisti.
L’architettura: lo spazio ha una psicologia.
Pensa all'architettura: la facciata di un palazzo, la forma di un salone, la pianta di una piazza, la disposizione del verde in un giardino, insomma l'organizzazione dello spazio produce sensazioni ben precise. Quando cammini nelle strade di Roma o di Parigi ti rendi conto subito dell'importanza che ha lo spazio sulla mente umana; esiste una scienza, la prossemica, che si occupa degli effetti psicologici dello spazio, e applicare i suoi principi al nostro ambito può essere utilissimo.
Io lo chiamo effetto Santuario e ne parlo in questo articolo.
Il colore: la suggestione che agisce prima del pensiero
Pensa alla pittura: quando un artista sceglie un colore, il suo grado di brillantezza, l'accostamento cromatico, le sfumature, lo fa perché conosce bene gli effetti psicologici del colore, e non lascia nulla al caso se vuole che la sua opera faccia sperimentare una certa sensazione, una precisa emozione, un determinato sentimento.
Lo stesso vale per i fotografi, i registi teatrali e cinematografici, gli artisti del design.
La psicologia del colore è una disciplina fondamentale anche nel marketing, e perfino nella propaganda politica e negli altri ambiti dove si cerca di orientare la percezione e il comportamento di grandi masse.
Il potere del colore è davvero "magico" perché agisce attraverso la suggestione.
Chi conosce i meccanismi della suggestione moltiplica la propria forza comunicativa, e a questo argomento dedicherò un lavoro a parte.

Pensa alla scultura: non solo quella di Michelangelo, ma anche quella che oggi chiamiamo design industriale, la progettazione di veicoli, elettrodomestici ecc. Soprattutto in un oggetto di lusso ogni dettaglio è realizzato tenendo presenti le leggi psicologiche del tatto, oltre che della vista: oggi non basta che uno strumento di lavoro sia ergonomico e funzionale, perché dev'essere anche gradevole quando lo tocchi. Un esempio? La sensazione provocata dai detersivi per stoviglie: in alcune aree del mondo i clienti chiedono che siano fluidi e lisci, in altre che siano un po' ruvidi, "abrasivi".
L’olfatto: il senso che bypassa la ragione
Pensa all'olfatto: esiste anche la "psicologia del naso", ed è importantissima. Il canale olfattivo è sempre stato usato con particolare attenzione proprio dai sacerdoti, dagli uomini-medicina, dai maghi, dagli sciamani; nelle chiese cristiane si usa tuttora l'incenso, e presso molti popoli le cerimonie e le feste prevedono sempre l'uso di aromi, essenze, fumi, vapori.
Le sensazioni olfattive sono potentissime perché attivano alcune zone del cervello in modo automatico aggirando le parti razionali e toccando direttamente i pulsanti che innescano le emozioni e i ricordi.
Tenerne conto nell'hotellerie è fondamentale.
La musica: l’arte che arriva prima delle parole
E pensa alla musica: forse la più magica di tutte le arti. È capace di oltrepassare la mente razionale e di arrivare direttamente ai centri delle emozioni. Tutti conosciamo l'effetto imperioso del ritmo, che ci fa battere i piedi e ballare, ma gli influssi dei suoni sul cervello sono così importanti che esiste una forma di cura basata sul suono, la musicoterapia.
Nel nostro campo, non si tratta solo di diffondere nell'aria una gradevole musichetta come si fa nei centri commerciali per far sì che il cliente rallenti il passo o come si fa nei fastfood dove le musiche veloci e ritmate fanno sì, al contrario, che i clienti mastichino in fretta; si tratta invece di capire meglio quali e quanti effetti prodigiosi può provocare l'intero "mondo acustico" sui nostri ospiti.
Il segreto: potenziare le percezioni
Insomma: vuoi incantare i tuoi ospiti? Il segreto è potenziare gli effetti delle percezioni.
È questo, ciò che provoca la vera magia; e per farlo puoi rivolgerti agli studiosi di psicologia della percezione, agli artisti, ai neuroscienziati; ma anche a quel particolare tipo di artisti-scienziati che sono gli illusionisti, performer specializzati nell'indurre stupore, meraviglia, incanto... emozioni che nelle loro abili mani arrivano a livelli tali da provocare la "sospensione dell'incredulità", cioè quel lasciarsi afferrare dalle emozioni per farsi trasportare nel mondo dei sogni, in un'esperienza memorabile e senza paragoni, perché nel nostro ambito si tratta di sogni realizzati, di sogni reali.
Ma questa, come si suol dire, è un'altra storia….
Se questa lettera ti ha fatto fermare un momento, lascia un cuore qui sotto. Per me è il segnale più semplice che vale la pena continuare a scrivere così, e mi aiuta a far arrivare la formula dell’incanto a più persone che lavorano nel lusso e nell’ospitalità.
E se hai un esempio tuo, un luogo, un oggetto, un’esperienza che ti ha lasciato incantato, scrivimelo nei commenti. Li leggo tutti, e spesso diventano lo spunto della lettera successiva.



